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Nell'oceano di Internet sono centinaia i siti che si occupano dell'affaire Moro, come è stato definito da Sciascia. Il mio blog si presenta come un progetto diverso e più ambizioso: contribuire a ricordare la figura di Aldo Moro in tutti i suoi aspetti, così come avrebbe desiderato fare il mio amico Franco Tritto (a cui il sito è certamente dedicato). Moro è stato un grande statista nella vita politica di questo paese, un grande professore universitario amatissimo dai suoi studenti, un grande uomo nella vita quotidiana e familiare. Di tutti questi aspetti cercheremo di dare conto. Senza naturalmente dimenticare la sua tragica fine che ha rappresentato uno spartiacque nella nostra storia segnando un'epoca e facendo "le fondamenta della vita tremare sotto i nostri piedi".
Ecco perchè quel trauma ci perseguita e ci perseguiterà per tutti i nostri giorni.

giovedì 1 maggio 2008

Tutta la verità sul caso Moro?

Riporto questa notizia del settimanale Panorama. Se confermata, le carte di cui si parla potrebbero chiarire alcuni dei lati oscuri della vicenda Moro. Naturalmente ci auguriamo che a distanza di 30 anni sia giunto il momento di chiudere la pagina più drammatica della storia di questo paese. Ma si troverà il coraggio di dire la verità? Da troppi anni assistiamo ad un balletto di mezze verità, di dichiarazioni, di smentite, di puntualizzazioni, di menzogne, di rivelazioni a puntata ... Moro è stato tradito ed ucciso tante volte. Dopo trent'anni è il caso di farlo riposare in pace facendo conoscere tutta la verità.

La storia top secret del caso Moro è dentro più di 100 faldoni coperti dal segreto di stato e custoditi un un armadio blindato degli archivi della commissione Stragi. Lo rivela il settimanale Panorama, in edicola domani.

Quel materiale fu inviato a Giovanni Pellegrino, nell'agosto del 1998, dall'allora ministro dell'Interno Giorgio Napolitano, con un lettera in cui il responsabile del Viminale parlava di documenti «non portati a conoscenza dell'autorità giudiziaria», di «atti di elevata classifica», perciò da «considerarsi di vietata divulgazione».

Si tratta di fascicoli provenienti dal Sisde, dal Sismi e da sedi diplomatiche italiane all'estero: appunti, relazioni, brogliacci di telefonate e trasmissioni radio intercettate, confidenze di «gole profonde», informative di altri servizi segreti (austriaco, tedesco federale, israeliano, libanese). Parte di quel materiale risale al periodo tra l'inizio di febbraio e il 16 marzo 1978, cioè il mese e mezzo che precedette il sequestro.
Ci sono, fra quelle carte, anche fascicoli sui piani predisposti dal ministero dell'Interno (noti come Mike e Victor) durante i 55 giorni del sequestro e sul lago della Duchessa, su via Gradoli e sui luoghi in cui poteva trovarsi il prigionero Moro.
«C'è un tesoro lì dentro», ha dichiarato a Panorama Pellegrino, ex presidente della commissione Stragi. «Un tesoro che non abbiamo mai potuto utilizzare perché coperto dal segreto. Ma oggi, a 30 anni di distanza dall'assassinio di Aldo Moro,il segreto su quelle carte deve cadere».

Panorama ha interpellato anche il giudice Rosario Priore, che diresse le prime quattro inchieste sul caso Moro. Ha dichiarato: «Vengo a conoscenza solo ora dell'esistenza di quel materiale. A una prima occhiata, sulla base dei "titoli", quei documenti mi sembrano molto interessanti. Ne traggo un'ulteriore conferma che il caso Moro sia ancora aperto, dal punto di vista storico. Spero che il segreto venga tolto al più presto, e che quel materiale venga messo a disposizione degli studiosi, dei giornalisti e dell'opinione pubblica».

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