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Nell'oceano di Internet sono centinaia i siti che si occupano dell'affaire Moro, come è stato definito da Sciascia. Il mio blog si presenta come un progetto diverso e più ambizioso: contribuire a ricordare la figura di Aldo Moro in tutti i suoi aspetti, così come avrebbe desiderato fare il mio amico Franco Tritto (a cui il sito è certamente dedicato). Moro è stato un grande statista nella vita politica di questo paese, un grande professore universitario amatissimo dai suoi studenti, un grande uomo nella vita quotidiana e familiare. Di tutti questi aspetti cercheremo di dare conto. Senza naturalmente dimenticare la sua tragica fine che ha rappresentato uno spartiacque nella nostra storia segnando un'epoca e facendo "le fondamenta della vita tremare sotto i nostri piedi".
Ecco perchè quel trauma ci perseguita e ci perseguiterà per tutti i nostri giorni.

giovedì 1 maggio 2008

In ricordo di Franco Tritto

A due anni dalla morte dell'amico Franco Tritto vi ripropongo il ricordo che ho scritto per la introduzione al libro, Itinerari di cultura giuridica e politica, Aracne, Roma 2006.

Colgo l'occasione per segnalarvi il sito www.aulaxi.it che gli studenti hanno dedicato al prof. Tritto.

Il diritto penale dal volto umano
Ricordando Francesco Tritto allievo di Aldo Moro.


[ ... ] La vita di un allievo rimane quasi sempre ed inevitabilmente legata a quella del suo maestro. In Franco Tritto questo legame è stato ancora più forte perché, dalla morte del suo Maestro, la sua vita, almeno quella ‘pubblica' e universitaria in particolare, è stata caratterizzata in tutti i sensi dal suo rapporto, complesso, viscerale, romantico direi, con Aldo Moro.
I suoi principali lavori sono interpretazioni del pensiero penalistico di Moro o suoi immediati sviluppi; la sua ‘carriera' universitaria nasce e ... finisce (ma questo non fu mai per lui un dramma) con Moro; il suo atteggiarsi nei confronti della Università e nel rapporto con gli studenti, considerati la parte più sana e vitale di quel mondo, è decisamente moroteo. Dalla morte di Moro, vissuta come è noto drammaticamente e dalla quale mai più si era in un certo senso ripreso, Tritto ha vissuto nel segno del suo Maestro, ha avuto un solo scopo (anche perché quello che pure lo tormentava della ricerca della verità storica sulla vicenda dei 55 giorni del rapimento e dell'uccisione era decisamente fuori dalla sua portata): custodire la memoria di Moro, difenderla orgogliosamente, solitariamente, spesso velleitariamente, in un contesto politico-culturale fatto di opportunismi, strumentalizzazioni e tatticismi. Difesa della memoria non tanto o non solo in prospettiva storica o storiografica, ma soprattutto sul piano etico e culturale, come modello ed esempio da additare alle nuove generazioni. Per questo motivo Moro è sempre presente nelle sue lezioni che si aprivano immancabilmente con un piccolo scritto del suo maestro, le Confidenze di un Professore.
Se Moro, non il Moro statista e politico, ma il Moro docente universitario e ‘uomo normale' viene ancora letto e studiato da molti giovani che hanno frequentato e frequentano la Facoltà di Scienze Politiche alla "Sapienza", questo si deve solo all'insegnamento e all'esempio di Francesco Tritto.
Non è un caso che, quasi naturalmente (anche se il male è stato profondo, crudo, violento oltre che rapido), subito dopo la pubblicazione del libro che raccoglie le lezioni di Moro tenute nella Facoltà di Scienze Politiche di Roma nell'anno accademico 1975-76, Tritto ci ha lasciato lasciandoci, però, l'opera alla quale ha dedicato gli ultimi anni di vita e che in precedenza non aveva avuto il coraggio di affrontare. La serenità profondamente cristiana che lo ha accompagnato negli ultimi istanti della sua esistenza terrena è anche le serenità per l'opera compiuta, per la testimonianza di amore e di fedeltà completamente realizzata. Anche se in uno degli ultimi incontri, mi aveva espresso il rammarico per non essere andati così come programmato (in sordina rispetto alle poco gradite celebrazioni ufficiali) a visitare la tomba di Moro a Torrita Tiberina; rammarico, non so se accompagnato dal presentimento della fine, perché quella visita avrebbe dovuto avere un significato diverso dagli altri anni: avrebbe voluto comunicare al Maestro che l'allievo aveva diligentemente adempiuto al suo dovere.
A quel dovere che Tritto ha riversato in tutta la sua esperienza, vissuta con passione e impegno prioritario e totale, di docente universitario: le sue lezioni erano frequentatissime e seguitissime, il suo rapporto con gli studenti straordinario; ogni studente sapeva di avere in lui un punto di riferimento umano; una persona, prima che un professore, sulla quale avrebbe potuto contare, che lo avrebbe ascoltato, capito e incoraggiato. Ogni studente, così come ognuno che lo conosceva, sapeva che aveva di fronte una persona buona che lo avrebbe sempre accolto con il suo sorriso pieno di luce. Con quel sorriso con cui continueremo sempre a ricordarlo.
A poco più di un anno dalla sua scomparsa, abbiamo voluto dedicare affettuosamente a Franco Tritto questo lavoro, da tempo programmato e al quale avrebbe dovuto partecipare con un saggio sulle linee generali del pensiero giuridico di Aldo Moro.

Mario Sirimarco

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