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Nell'oceano di Internet sono centinaia i siti che si occupano dell'affaire Moro, come è stato definito da Sciascia. Il mio blog si presenta come un progetto diverso e più ambizioso: contribuire a ricordare la figura di Aldo Moro in tutti i suoi aspetti, così come avrebbe desiderato fare il mio amico Franco Tritto (a cui il sito è certamente dedicato). Moro è stato un grande statista nella vita politica di questo paese, un grande professore universitario amatissimo dai suoi studenti, un grande uomo nella vita quotidiana e familiare. Di tutti questi aspetti cercheremo di dare conto. Senza naturalmente dimenticare la sua tragica fine che ha rappresentato uno spartiacque nella nostra storia segnando un'epoca e facendo "le fondamenta della vita tremare sotto i nostri piedi".
Ecco perchè quel trauma ci perseguita e ci perseguiterà per tutti i nostri giorni.

giovedì 1 maggio 2008

Libri sul caso Moro

Visegnalo alcuni libri recenti


Il libro nero delle Brigate Rosse
Edito da Newton Compton, 2007
di Pino Casamassima

dalla quarta di copertina:

'Come potevano essere così sicure le BR che in quel giorno, a quell'ora e in quel momento, mio marito sarebbe passato da via Fani?": una domanda che Eleonora Moro pone più volte nei tribunali e nelle commissioni parlamentari d'inchiesta, ribadendo che il percorso automobilistico veniva stabilito giorno per giorno. Una domanda alla quale le BR, per bocca di diversi esponenti, anche antagonisti fra loro, hanno dato risposta sgombrando il campo da ogni illazione: quell'iniziale tratto di strada, il corteo delle vetture avrebbe dovuto percorrerlo comunque. Come hanno dato concorde risposta pure su tanti altri punti "inquietanti", compresa quella via Gradoli entrata nella mitologia del caso Moro. Possibile che si siano messi tutti d'accordo, seppur sentiti separatamente, e non solo divisi, ma addirittura "l'un contro l'altro armati"? Seguendo l'iter cronologico delle Brigate Rosse, che agli inizi furono sottovalutate e sbeffeggiate per avere identificato come madre di tutti i mali quel SIM (Sistema Imperialista delle Multinazionali) la cui esistenza è stata accertata solo di recente dai serivizi segreti, questo libro, oltre a riportare documenti, atti parlamentari, giudiziari, giornalistici, unitamente alle testimonianze dei protagonisti, contestualizza gli avvenimenti, daI 1970 fino alla sparatoria su un treno nel 2003 ad opera delle cosiddette nuove Brigate Rosse, responsabili degli omicidi D'Antona e Biagi, restituendo il clima politico, sociale, economico e culturale di trent'anni di storia.


Il caso Moro. Una tragedia repubblicana
Edito da Il Mulino, 2005
di Agostino Giovagnoli

Il rapimento e l'assassinio di Aldo Moro, nella primavera del 1978, costituiscono uno degli eventi più traumatici nella storia dell'Italia repubblicana. Le diverse ricostruzioni che hanno cercato di far luce sulla vicenda si sono in larga parte concentrate sui "misteri", veri o presunti, sui retroscena, sulla meccanica dei fatti. Il libro di Giovagnoli apre ora una prospettiva diversa e nuova: non più il caso Moro come fatto criminale da indagare alla ricerca di chissà quali rivelazioni, ma il caso Moro come tragedia morale e politica. Fondandosi su un'ampia messe di testimonianze e materiali inediti (come i verbali delle riunioni interne della Dc e del Pci), Giovagnoli ripercorre il modo in cui governo e partiti, stampa e opinione pubblica affrontarono i dilemmi non solo politici del caso: le alternative della trattativa e della fermezza, l'atteggiamento verso le Brigate Rosse, la ricerca di possibili mediazioni, il ruolo della Chiesa. In questa luce, il caso Moro appare come un drammatico passaggio attraverso cui la società italiana ha respinto il terrorismo e superato la crisi degli anni settanta, mediante una vasta mobilitazione e superato la crisi degli anni sessanta, mediante una vasta mobilitazione etico-politica che ha segnato il massimo avvicinamento tra Pci e Dc dopo il 1947 ma anche la premessa di una nuova divaricazione tra i due maggiori partiti lontani.


1978. Moro, la Dc, il terrorismo
Edito da Morcelliana, 2006
di Corrado Belci, Guido Bodrato

Sugli "anni di piombo" e i movimenti suscitati dalla contestazione studentesca del ’68, e diffusisi dalle università alle fabbriche raggiungendo il loro culmine nelle mobilitazioni del ’77, molto si è scritto e a distanza di cinque lustri si continua a scrivere. Del tutto nuova è la prospettiva da cui si parla in queste pagine: una riflessione a due voci che riporta gli avvenimenti della strage di via Fani e dell’assassinio di Aldo Moro "filmati" dall’interno della segreteria Dc. Eventi tragici che rientrano nel quadro di un’Italia minacciata dallo stragismo nero e dal terrorismo rosso, mentre in Europa si consumava la dissoluzione del regime sovietico. Tuttavia il movimento delle Brigate Rosse non può essere ridotto a mero terrorismo: ben più ampio e complesso fu il fenomeno che da anni stava attraversando la vita politica del Paese, che già precedentemente aveva colpito e che di nuovo sarebbe tornato a colpire in seguito. Questo libro offre un’interpretazione del sequestro e delitto Moro come esito di un processo che aveva dato segnali premonitori, e che tuttavia forse fu in origine sottovalutato dalle stesse forze politiche. Uno sguardo inedito non da storici ma da protagonisti, collaboratori stretti di Zaccagnini, sugli avvenimenti che condussero alla tragedia, e anche un’analisi che getta nuova luce sull’ipotesi di una contrapposizione netta tra linea della "fermezza" e della "trattativa". Questo significa anche approfondire dall’interno gli equilibri e le tensioni della Dc e la politica di continuazione della linea Moro: sostituire il confronto politico allo scontro ideologico, dando inizio a un processo che potesse portare alla democrazia compiuta.

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