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Nell'oceano di Internet sono centinaia i siti che si occupano dell'affaire Moro, come è stato definito da Sciascia. Il mio blog si presenta come un progetto diverso e più ambizioso: contribuire a ricordare la figura di Aldo Moro in tutti i suoi aspetti, così come avrebbe desiderato fare il mio amico Franco Tritto (a cui il sito è certamente dedicato). Moro è stato un grande statista nella vita politica di questo paese, un grande professore universitario amatissimo dai suoi studenti, un grande uomo nella vita quotidiana e familiare. Di tutti questi aspetti cercheremo di dare conto. Senza naturalmente dimenticare la sua tragica fine che ha rappresentato uno spartiacque nella nostra storia segnando un'epoca e facendo "le fondamenta della vita tremare sotto i nostri piedi".
Ecco perchè quel trauma ci perseguita e ci perseguiterà per tutti i nostri giorni.

giovedì 22 settembre 2011

"Il Noto servizio. Giulio Andreotti e il caso Moro" - il nuovo libro di Giannuli

Segnalo l'uscita del nuovo libro di Aldo Giannuli, per diversi anni consulente della Commissione Stragi. Nei prossimi giorni cercherò di inserire una più completa recensione. Per il momento la scheda di presentazione ufficiale:



Questo libro cerca di fornire un contributo significativo nella difficile ricostruzione di una verità sulla storia politica e giudiziaria del nostro paese, rivelando l’esistenza di un servizio segreto clandestino nato negli anni della guerra e poi sopravvissuto, con varie trasformazioni, fino agli anni Ottanta.
Questo servizio ebbe come suo referente politico Giulio Andreotti, con la cui parabola politica si è intrecciato strettamente. E’ il Noto servizio, altrimenti conosciuto come “Anello”, che ricorre nelle pagine più nere della storia d’Italia, dal golpe di Junio Valerio Borghese alle principali vicende della strategia della tensione, dalla strage di piazza Fontana a quella di piaggia della Loggia, fino al caso Moro, del quale l’autore offre una lettura del tutto inedita, egualmente distante dalla dietrologia e dall’accettazione delle “verità di Stato”.

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